"Quanti pani avete?" - Lettera Pastorale 2018

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"Quanti pani avete?" - Lettera Pastorale 2018

Ven, 09/28/2018 - 22:31
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La nuova Lettera Pastorale del Vescovo

Riflessioni e orientamenti circa le Unità Pastorali

Ai presbiteri, diaconi, religiose e religiosi
cristiani laici, uomini e donne
della Chiesa di Ales-Terralba.
Il Signore vi dia pace!

Carissimi fratelli e sorelle.


Mi sono soffermato spesso in questi mesi a riflettere sulla realtà della nostra Chiesa diocesana, sulle sue potenzialità e ricchezze umane e spirituali ma anche sulla fatica e i limiti che tutti conosciamo.

Mi interrogo circa il modo migliore di rispondere alla chiamata del Signore ad essere sale e lievito, ad annunciare senza timore il suo Vangelo, a fare crescere la fede e l’amore verso di Lui. Le preoccupazioni per il futuro non mancano, fra esse la constatazione della fatica delle nostre comunità a generare nelle fede nuove generazioni, a trasmettere la bellezza e grandezza del Vangelo di Gesù. Inoltre, alla scarsità di clero si unisce la distanza con i giovani, l’abbandono dei ragazzi dopo il sacramento della cresima, la difficoltà ad avere laici - uomini e donne - maturi nella fede che sappiano trasmettere la loro esperienza ed il loro entusiasmo, insieme all’assenza di una fascia del mondo femminile: tante madri e lavoratrici tradizionalmente vicine alla vita della comunità parrocchiale, che fanno fatica a sentirsi coinvolte e partecipi.
A queste considerazioni preoccupanti si debbono mettere in contrappeso i

tanti aspetti positivi delle comunità cristiane,

le molteplici iniziative importanti e partecipate a livello parrocchiale e diocesano. Dobbiamo dunque fare una lettura equilibrata del nostro cammino,sulla base di un sano realismo, senza pessimismi o ottimismi ingiustificati. Il percorso della nostra Chiesa diocesana deve essere letto alla luce della Parola di Dio e con uno spirito di fede, per fare su di esso discernimento e trovare le vie che lo Spirito Santo ci suggerisce in molti modi.
La parola di Gesù sul piccolo seme che diviene un grande albero e del poco di lievito che fa fermentare tutta la pasta ci ricorda che il Regno di Dio non agisce secondo logiche umane di apparenza o potere, ma cammina con umiltà e nascondimento e cresce anche quando il seminatore non se ne avvede (Mc 6,26-27). La presenza amorevole di Dio è attiva ed efficace, ma questo non è un invito ad assumere un atteggiamento passivo o rinunciatario, dato che il Signore esorta i discepoli di tutti i tempi - e quindi anche noi! - ad andare, seminare, annunciare, mettere a disposizione sé stessi per far avanzare e crescere il Regno di Dio.
È vero che la tentazione dell’efficienza prende talvolta il posto dell’efficacia e possiamo scoraggiarci dei risultati modesti o poco visibili, se mettiamo sulla bilancia il dispendio notevole di energie pastorali e personali, ma il comando del Signore, che ci invita a portare la buona notizia de suo Vangelo, chiede disponibilità, generosità e rischio. Alla luce di queste considerazioni e nel desiderio di leggere i segni dei tempi e rispondere alla realtà storica che viviamo come Chiesa diocesana, ho ritenuto opportuno riprendere il

tema delle Unità Pastorali (UP)

per riavviare nel presbiterio e nel popolo di Dio la riflessione su questo argomento e cercare, insieme, come rendere maggiormente efficaci le indicazioni del Sinodo diocesano, in vista del futuro della nostra Chiesa e delle situazioni concrete che stiamo vivendo e che ci aspettano.

+ Roberto, Vescovo

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