Nota di Mons. Roberto Carboni per la settimana santa

Carissimi presbiteri e diaconi,

desidero integrare, con alcune indicazioni utili per le nostre comunità parrocchiali, il comunicato che la Conferenza Episcopale Italiana ha offerto in merito alle Celebrazioni della Settimana Santa 2021. CLICCA QUI per accedere al comunicato CEI.

Sebbene queste indicazioni si riferiscano ad aspetti pratici delle celebrazioni, vi invito più di ogni altra cosa ad aiutare i cristiani delle nostre comunità e noi stessi a concentrarci sul Triduo Pasquale non, in primo luogo, come liturgie da eseguire o problemi da evitare, o regole sanitarie da rispettare, ma piuttosto come l’evento centrale della nostra fede, accostandoci al Mistero della morte e Resurrezione del Signore con partecipazione e adesione del cuore e della mente. Sforziamoci di infondere nel cuore dei fedeli, dopo averla fatta nascere in noi, la gioia che nasce dall’incontro con Dio e in Lui ritrovare la speranza per riprendere un cammino che sia capace di passare attraverso e non il nonostante la croce. Facciamo in modo che tutta la comunità sia coinvolta nelle celebrazioni, animiamole con parole di speranza che illuminino questo tempo difficile; stimoliamo nei fedeli la partecipazione alla vita della comunità e cerchiamo insieme a loro nuove strade per esprimere e vivere la fede in Gesù nella vita quotidiana.

Per quanto riguarda l’Arcidiocesi di Oristano e la Diocesi di Ales-Terralba si osservino le seguenti disposizioni:

  1. La Domenica delle Palme si osservi quanto disposto dalla Presidenza della CEI. Non vi sarà la processione ma si userà la seconda forma prevista dal Messale. Pertanto, i fedeli potranno portare con sé rami di palme o di ulivo, oppure i parroci, se lo giudicano conveniente e pratico, facciano disporre dai collaboratori – con le cautele dell’igienizzazione previa – nei posti in chiesa precedentemente segnalati, i rami di palma/ulivo. Il sacerdote, quando i fedeli saranno già sistemati ai loro posti, si recherà con i ministranti alla porta della chiesa dove, secondo le norme liturgiche, benedirà i rami di palma e ulivo e proclamerà il Vangelo dell’ingresso del Signore a Gerusalemme. Attraversando la navata, per recarsi al presbiterio per la celebrazione della S. Messa, potrà aspergere i rami che i fedeli tengono in mano. Venerato l’altare con il bacio, la S. Messa prosegue con il Kyrie e la colletta.
  2. La Messa crismale sarà da me presieduta nella Cattedrale di Ales il mercoledì 31 marzo alle 10.00 (arrivo ore 9.30) e nella Cattedrale di Oristano, giovedì 01 aprile 2021 alle ore 9.30, concelebrata dai presbiteri diocesani e religiosi e con la partecipazione di un gruppo di rappresentati delle religiose/i e di fedeli laici. Ogni presbitero prenderà posto nei banchi portando con sé camice e stola bianca. Non ci sarà la distribuzione degli Oli santi, che verranno poi ritirati dai singoli parroci secondo quanto sarà comunicato; pertanto, l’accoglienza degli oli santi nelle parrocchie non si terrà all’inizio della Messa in Coena Domini ma, come indicato dal Messale Romano: in un altro momento, secondo l’opportunità.
  3. Il Giovedì Santo, nella Messa vespertina della “Cena del Signore” sia omessa la lavanda dei piedi. Al termine della celebrazione, il Santissimo Sacramento potrà essere portato, come previsto dal rito, nel luogo della reposizione in una cappella della chiesa dove ci si potrà fermare in adorazione, nel rispetto delle norme per la pandemia, dell’eventuale coprifuoco ed evitando lo spostamento tra chiese al di là della propria parrocchia.
  4. Il Venerdì Santo,  nell’azione liturgica l’atto di adorazione della Croce venga fatto senza contatto con il Crocifisso da parte dei fedeli, scegliendo un opportuno segno di riverenza (es. inchino, genuflessione etc..). Solo il presidente della Celebrazione, a nome di tutti, bacia la croce. Se il numero di fedeli che partecipano all’azione liturgica fosse elevato, si potrebbe individuare una rappresentanza (per esempio un gruppo di uomini e donne, membri della confraternita, alcuni bambini, i ministranti, etc.), che si rechi davanti alla Croce per venerarla mentre gli altri potranno farlo dal loro posto. È consentito lo svolgimento della tradizionale paraliturgia de Su Scravamentu ma il numero dei soggetti coinvolti deve essere ridotto all’essenziale e si usino tutte le precauzioni per prevenire un eventuale contagio (mascherina, sanificazione mani e distanziamento sociale).
  5. Il Sabato Santo, la Veglia Pasquale  si svolga come di consueto, a un’ora compatibile secondo le indicazioni delle Autorità circa il cosiddetto coprifuoco. La benedizione del fuoco avvenga all’aperto, nel sagrato o all’ingresso della chiesa, ma i singoli fedeli siano già sistemati ai loro posti all’interno della Chiesa e con in mano la propria candela da accendere al momento opportuno. Si farà in modo, con idonea amplificazione, che tutti possano seguire quanto il Ministro dice nel rito. Se durante la Veglia sono amministrati dei Battesimi, si osservino tutte le indicazioni precedentemente date circa l’amministrazione del Sacramento.
  6. La Domenica di Pasqua: La celebrazione della Messa si svolga come di consueto, valorizzando particolarmente quanto previsto dal Messale. Non si faccia il tradizionale momento de “S’Incontru”, dato che comporterebbe inevitabilmente assembramento di persone, ma se si ritiene opportuno, se ne faccia menzione all’omelia, spiegando il significato che la tradizione e la riflessione teologica danno a questo segno dell’incontro tra il Signore Risorto e Sua Madre (cfr. la riflessione di San Giovanni Paolo II, Udienza Generale, Mercoledì 21 maggio 1997).

Invito caldamente ciascun presbitero a celebrare con grande entusiasmo il centro e il culmine dell’intero anno liturgico che è il Mistero Pasquale del Signore morto e risorto. La Liturgia è azione privilegiata che invito  i presbiteri a valorizzare in ogni suo aspetto perché davvero sia azione di tutta l’assemblea e parli ai fedeli: gesti e parole, la bellezza dei segni, la partecipazione attiva, il silenzio, il canto, la predicazione.

A tutti l’augurio di una fruttuosa conclusione del Tempo di Quaresima e felice Pasqua del Signore Gesù.

+ RobertoArcivescovo

Oristano, 6 marzo 2021

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