Messaggio dell’arcivescovo Roberto per la riapertura delle scuole

La riapertura delle scuole è motivo di speranza e gioia” (Card. Bassetti) 

Carissimi studenti, docenti, e membri del personale scolastico delle scuole statali e paritarie di ogni grado presenti nella diocesi Arborense e di Ales- Terralba,

è arrivato il momento di riprendere la vita scolastica, dopo un lungo periodo di interruzione dovuto alla pandemia, da cui purtroppo ancora non siamo del tutto usciti. I sentimenti che sono presenti in questo momento sono forse di trepidazione, di gioia mista alla preoccupazione, di ansia per le regole da rispettare. 

Nonostante l’impegni dei docenti e degli studenti nel realizzare le lezioni attraverso i mezzi di comunicazione digitale, a seconda dei differenti ordini di scuola, tutti avete avvertito la mancanza dell’incontro, della presenza, dei gesti.  Infatti la scuola non è solo un luogo per accedere a dei contenuti, ma è in primo luogo “relazione”, ascolto, dialogo, amicizia, apertura, scoperta di sé. Nella scuola si formano le domande che appassionano gli uomini e le donne e si muove la ricerca del significato della nostra esistenza, di quello che facciamo e amiamo.

Come Chiesa e comunità cristiana desideriamo che sentiate il nostro sostegno al vostro impegno nel rendere questo nuovo inizio, in condizioni non facili, perché di nuovo la scuola sia luogo vivo di incontro e si realizzi quell’impegno di educazione, specialmente delle nuove generazioni, che sono già il nostro presente, dove ci sono i germi del futuro.

Non ci nascondiamo che in questo nuovo avvio dell’anno scolastico vi sono preoccupazioni, specialmente per la complessità delle norme da seguire, motivate dalla necessità di evitare e contenere i contagi.  Sappiamo le situazioni delicate degli insegnanti precari e anche la fatica ad assicurare la partenza dell’insegnamento per tutti. 

Vorrei incoraggiare gli insegnanti:

che la situazione così nuova non condizioni il vostro impegno, il rapporto con gli alunni, il desiderio di aiutarli nel cammino e suscitare le loro domande.

Agli studenti vorrei esortarli a vivere la scuola come una occasione speciale e unica per crescere come uomini e donne,

per acquisire una formazione seria e affidabile, per essere protagonisti per costruire una società più giusta, attenta a coloro che sono fragili.  Impegnandovi a vivere con attenzione e rispetto nella nostra “casa comune “che è il nostro pianeta. 

Siamo chiamati a un cambio. Questa novità potrà essere anche occasione per aprire nuove strade, per interessarsi in modo profondo degli altri, per farsi le domande su come far crescere i propri sogni e anche farsi le domande sulla presenza di Dio nella nostra vita. 

Buon anno scolastico a tutti voi!

Oristano, 14 settembre 2020

+ Roberto, vescovo 

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