Messaggio agli operatori della comunicazione in occasione della festa di san Francesco di Sales

24 gennaio 2021


Il distanziamento richiesto dalla situazione di pandemia mi impone quest’anno di non poter incontrare di persona i giornalisti, in occasione della festa del loro patrono, san Francesco di Sales. Lo faccio attraverso questo messaggio, per esprimere gratitudine per il prezioso servizio che hanno reso e rendono alla società, anche a quella sarda, in questa difficile e drammatica situazione. Se i cittadini hanno potuto essere costantemente informati sullo stato della pandemia e rendersi conto dell’emergenza e della pericolosità della situazione, questo si deve all’informazione.
I giornalisti ci hanno documentato non solo le pur presenti carenze e i limiti del sistema sanitario, le file nei pronto soccorso, la fatica nell’organizzazione ma anche lo sforzo immane del personale medico e ospedaliero, continuando anche a motivare le persone a rispettare le regole della prevenzione, più che mai necessarie per riprendere insieme un cammino sereno per tutti.
Sappiamo che è sempre presente la tentazione di spettacolarizzare i fatti e ricercare l’audience. Ad essa i giornalisti hanno risposto con equilibrio, impegnandosi per una informazione che coniugasse, secondo l’espressione di Benedetto XVI:

“la carità con la verità”.

Papa Francesco, in occasione della 55ma giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali del prossimo maggio 2021, ha offerto un messaggio dal titolo: “Vieni e vedi” (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone come e dove sono”. Il Papa ha sottolineato come in un tempo di pandemia, con la distanza imposta dal lockdown, nel cambio epocale che stiamo vivendo, comunicare

“rende possibile la vicinanza necessaria per riconoscere ciò che è essenziale e comprendere davvero il senso delle cose”.

In una delle sue omelie a Santa Marta ha ribadito: “Nella crisi attuale abbiamo bisogno di un giornalismo libero al servizio di tutte le persone, specialmente di quelle che non hanno voce; un giornalismo che si impegni nella ricerca della verità e apra vie di comunione e di pace”.
Un ringraziamento speciale va ai giornalisti sardi perché hanno continuato a presentare, oltre al coronavirus, i problemi quotidiani della gente, quelli che – se non si interverrà – resteranno e si aggraveranno anche dopo la fine della pandemia. Mi riferisco alla disoccupazione, alla fuga dei giovani diplomati e laureati dalla Sardegna, allo spopolamento dei territori, alla dispersione e all’abbandono scolastico, alla povertà sempre più aggressiva verso categorie un tempo sicure, alle difficoltà dell’impresa, all’ambiente. Per questo lavoro responsabile voi sieteveramente “Portavoce di speranza”. Prego per ciascuno di voi.
Buon lavoro a tutti!

Roberto, arcivescovo

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